Rinselvatichire la Stregoneria

o di come esorcizzare l’estinzione

traduzione di Laura Tripaldi

Come siamo diventate docili. Com’è diventata educata la nostra stregoneria. Nel nostro desiderio di non far del male a nessuno siamo diventate inermi. Abbiamo contrattato per ottenere un posto alla tavola delle grandi fedi, agli occhi delle quali rimaniamo un anatema. Quanti compromessi abbiamo fatto nella nostra pratica privata per la grandiosa libertà di poter indossare pentacoli di peltro in pubblico, a scuola, nei nostri posti di lavoro. Quanto ci hanno svendute i nostri anziani, genuflettendosi all’accademia, all’establishment, ai tabloid. In cambio di questo affare non abbiamo ottenuto precisamente nulla. Le presunte libertà che ci sono state garantite sono vuote. Alla cultura tardocapitalista semplicemente non importa di quali travestimenti indossiamo nella nostra vita immaginaria, finché lavoriamo con i nostri contratti a zero ore, portiamo con noi i nostri cellulari e continuiamo a consumare. La ragione per cui i servizi sociali non portano via i vostri bambini è che nessuno crede nell’esistenza della strega. Abbiamo confuso un cambiamento sociale ed economico per il risultato del nostro stesso attivismo. Marciando a passo serrato con quello che veniva chiamato mainstream, ma adesso è monocultura, ci siamo disincantate, abbiamo ceduto i nostri denti, i nostri artigli e le nostre pellicce irte e lussureggianti. Non sarò partecipe di questo processo, perché significherebbe essere complice delle stesse forze che stanno distruggendo tutta la vita sulla terra. È ora che la stregoneria non scelga, ma si ricordi da che parte sta in questa lotta.

Sostengo che la stregoneria è essenzialmente selvatica, ambivalente, ambigua, queer. Non è qualcosa che può essere addomesticato, perché abita quello spazio liminale tra i mondi visibili e invisibili. Dal punto di vista spaziale il regno della stregoneria è la siepe, il crocevia, il punto onirico in cui i mondi degli uomini e degli spiriti si interfacciano attraverso il corpo perforato di qualcuno che sta al di fuori delle usuali norme culturali. Quello che rende tutto ciò ancor più vitale è il modo in cui il paesaggio della stregoneria sta cambiando. La nostra è una pratica radicata nella terra, nella rete di relazioni spiritiche, nella pianta e nell’insetto e nell’animale e nell’uccello. Qui è dove dobbiamo orientare le nostre azioni, qui è dove risiede la nostra fedeltà.

Non c’è modo di arrestare il declino delle tradizioni iniziatiche della stregoneria di Gardner o Sanders, né il collasso del neopaganesimo. La ragione? Per usare la formula mimetica esatta: because Internet. I bisogni delle persone sono incontrati dai simulacri digitali della stregoneria. Coloro che cercano la stregoneria semplicemente non hanno bisogno di scovare discendenze, tutto è davanti ai loro occhi nella forma digitale che li ha socializzati mentre i loro genitori prestavano più attenzione ai loro smartphone. Questa nuova generazione è attratta da espressioni sempre più oscure della stregoneria perché, seguendo la logica degli adolescenti, sembrano più autentiche. Negano l’accesso agli adulti. In un certo senso hanno ragione a inseguire il tabù come sorgente di potere; problematicamente, non orientano la loro pratica in un contesto e dunque rimangono intrappolati nelle proiezioni del loro ego piuttosto che essere coinvolti in un lavoro significativo. In ogni caso, vi superano in un rapporto di mille a uno e stanno cercando di fare qualcosa; come minimo dovremmo applaudirli per questo. Un altro riflesso della morte della Wicca è il sorgere delle pratiche tradizionali. Questo lo considero come la ricerca di una pratica rituale che mantenga il proprio significato a seguito del collasso della tesi di Murray, e della rivalutazione/disincanto provocati da Triumph of the Moon, che, proponendo una stregoneria pagana moderna, fu, in retrospettiva, una condanna a morte. Ma in fin dei conti la stregoneria tradizionale e la ‘fuffa oscura’ sono un prodotto e una reazione al postmodernismo, sono alla ricerca di qualcosa di autentico in una cultura svuotata di valori e significato, ma approcciano il problema da due direzioni opposte. Nessuno di questi due cammini ha una risposta per quello che sta succedendo. La tradizione non può aiutarci perché queste circostanze non si sono mai verificate in passato, la fuffa oscura non può aiutarci perché cerca soltanto di strumentalizzare i sintomi della crisi nella sfera individuale, e le sue promesse sconfinate di potere sono vuote.  

Il mio argomento è che la stregoneria è diventata troppo docile, che le sue risposte sono state troppo rivolte verso l’interno e che la nuova stregoneria dovrà rendere conto di ciò che sta venendo inflitto alla natura selvaggia. Sostengo che sta succedendo, e nominerò le forze proibite che lo rendono inevitabile indipendentemente dalle vostre fedeltà personali o dalla storia delle vostre pratiche. Sono queste forze ad essere il soggetto del mio discorso oggi, e nel presentarle vi chiederò di trarre da soli le vostre conclusioni. Per alcuni di voi sembrerò troppo radicale; non posso dirvi cosa fare, posso soltanto rivelarvi il destino del territorio sul quale dovete scegliere come rendere la vostra stregoneria coerente ed efficace.

Per comprendere il rinselvatichimento, cominciamo dai lupi. Non gli ultimi estirpati in Inghilterra nel 1700 – più o meno lo stesso momento in cui le ultime streghe venivano impiccate – ma nel Parco Nazionale di Yellowstone nel 1994. Qui la reintroduzione dei lupi ha creato un apparente miracolo ecologico, una cascata trofica che ha cambiato il flusso dei fiumi, riportato una diversità di piante e uccelli e animali. Com’è stato possibile? Come ha fatto un ecosistema in crisi ad attraversare una svolta così drammatica? Quando i lupi furono riportati nell’ambiente, i cervi furono costretti a cambiare le proprie abitudini, e così i coyote, evitando i vicoli ciechi delle valli fluviali le cui piante, alberi e arbusti germogliarono e produssero ulteriori ambienti per uccelli, arvicole, volpi, castori. Il superpredatore si è mostrato un elemento vitale nella biodiversità. L’uomo è l’unica eccezione a questa regola.

Sette anni fa avrei sostenuto appassionatamente che questo fosse un modello per la stregoneria. Pensavo che il collasso della civiltà industriale fosse il risultato più probabile come conseguenza del peak oil, la curva a campana del greggio ad alta purezza proposta dal geologo M. King Hubbert. Questa curva mostrava che la produzione di petrolio che aveva alimentato l’epoca di abbondanza in cui abbiamo vissuto aveva raggiunto il suo picco nel 1970. L’estrazione di sabbie bituminose, il fracking e le trivellazioni in mare aperto sono misure disperate, e incapaci di bilanciare la richiesta di crescita economica infinita. Per chi tra voi è nuovo a questa idea, consiglio The Blood of the Earth di Michael Greer, il quale è sia un druido sia un pensatore di spicco nel movimento del peak oil. Ma non abbiamo semplicemente il picco del petrolio, abbiamo anche quello del legno, delle terre rare, di tutto ciò che è attirato nelle fauci dell’algoritmo inesorabile della cultura industriale, e le inevitabili guerre e rivoluzioni che la scarsità delle risorse produce.

Un tempo pensavo che in un lento e lungo declino degli standard di vita, la stregoneria come risposta antitecnologica avrebbe potuto forse sopravvivere alla tempesta in arrivo e che, mano nella mano con gli habitat rinselvatichiti come spazi sacri reincantati, ci fosse potenziale per una ripresa della biodiversità. Esempi come Yellowstone, e in particolare Chernobyl, mostravano come riprese apparentemente impossibili potessero avere luogo. Il rinselvatichimento offriva la possibilità di guarire la Terra e con lei noi stessi, ovvero, coloro tra noi che ce l’avessero fatta a superare il collo di bottiglia in cui l’economia basata sul petrolio non avrebbe più potuto nutrirci tutti. A voler essere senza scrupoli, avrei esteso la metafora, suggerendo che nel reintrodurre i praticanti [della stregoneria], i lupi, avremmo mantenuto bassa la popolazione degli apologisti neopagani, i cervi, e nel far questo avremmo guadagnato una fiorente diversità. Ora tutto è cambiato. Abbiamo un’impresa diversa da intraprendere.

Il rinselvatichimento è, ahimè, la posizione finale di un movimento ecologico che affronta perdite catastrofiche. È una cosa bellissima vedere un sistema rinascere in una cascata di vita e più vita. Ciò ha offerto al mondo, spesso straziante, del movimento ecologista uno sguardo su ciò che può avvenire in un sistema a cui è concesso di aggiustarsi da solo. La Natura è bellissima nella sua abbondanza, ed è quello che molti neopagani vogliono dire quando dicono ‘Dea’. Eppure il fallimento essenziale del rinselvatichimento è questo: non possiamo semplicemente introdurre nuovi predatori, o specie come bisonti o castori, in piccoli ambienti isolati mentre la cultura industriale continua a distruggere l’intera matrice della vita sul pianeta. Questi santuari saranno inevitabilmente deregolamentati dai governi, a braccetto con l’industria, e spazzati via. Supporto completamente il movimento di rinselvatichimento. A coloro che partecipano ai movimenti ambientalisti dovremmo offrire il nostro assoluto supporto. Anche se penso che il loro progetto sia destinato a fallire, ciò non significa che non dovremmo aderire a questi principi. Non suggerisco di arrenderci, al contrario. Queste piccole vittorie faranno una differenza man mano che ci avvicineremo al punto di rottura, specialmente per coloro che, nonostante l’evidenza, scelgono di avere figli. La stregoneria, nel suo essere animista, non è così egoisticamente antropocentrica, la nostra personale fedeltà giace non nella nostra sopravvivenza genetica ma nel destino di ogni cosa a cui siamo intrinsecamente legati.

Arriviamo quindi al cuore del problema: non c’è più nessuna natura selvaggia. Nessun paesaggio che non sia stato depredato dall’uomo. Nessun sistema vivente che possa sfuggire al destino a cui le nostre azioni lo hanno condannato. Stiamo vivendo nell’epoca del collasso ecologico assoluto. La perdita degli habitat sta avvenendo a una velocità sconcertante, guidata da ciò che la civiltà industriale ha in comune con le religioni del libro, la visione che la natura, come la donna, esiste per essere dominata da noi. La stregoneria ha una comprensione più raffinata della nostra posizione nella struttura olistica del mondo.

Allora com’è il nostro mondo? Lasciate che vi descriva i nostri animali di potere. Carcasse di lupo trafitte con punte di fucili. Mucchi di aquile dorate e poiane nutrite con carne avvelenata. Squali pescati e mutilati da flotte di pescherecci che hanno massacrato i banchi di tonni con cui abbiamo nutrito la piaga dei nostri gatti domestici. Civette che perdono sangue dagli occhi e dagli intestini macchiando il loro piumaggio bianco spettrale per via del warfarin nel veleno per ratti. Rospi e anfibi che mutano in morti mostruose e atroci, le cui ossa gelatinose non tornano più a galla nei fiumi.

Stiamo vivendo in un evento di estinzione di massa. Questa non è una teoria, oltre metà delle specie sulla Terra saranno estinte entro il 2050. Lasciatemelo ripetere: oltre metà delle specie sulla Terra saranno estinte entro il 2050. Siamo sulla buona strada per uccidere il 75% della vita in non più di 300 anni, assumendo che sopravviveremo così a lungo. Si tratta del più rapido ed estensivo evento di estinzione nella storia, incluso quello dei dinosauri. Se comprendiamo l’esempio dei lupi, possiamo vedere che queste non sono perdite isolate, ma rappresentano il disfacimento dell’intero ordito e trama della vita. Elizabeth Kolbert riporta ne La Sesta Estinzione: Una Storia Innaturale che la velocità dell’estinzione nei tropici è oggi 10.000 volte superiore a quella di background. Se la vostra stregoneria, come la mia, parla con spiriti animali, è fatta di piante e fiori e radici e cortecce e semi, non può continuare a fingere che non stiamo soffrendo. Deve parlare. Deve gemere, urlare, deve, dunque, essere irragionevole. È necessario che diventiamo intimamente familiari con la morte, poiché questi sono i riti sui quali presiede la nostra stregoneria, non su un qualche campo estivo nudista fondato su un eccesso di petrolio a buon mercato.

La stregoneria è radicata nel paesaggio, e la nostra stregoneria deve riconoscere che persino il paesaggio del sogno emana dal mondo fisico, e dal corpo della strega. Per questo, quando chiamiamo i nostri quattro elementi, se desideriamo onorarli dobbiamo includere anche questi:

Acqua di mare così acida che i gusci dei molluschi si dissolvono. Oceani sovrasfruttati al punto che sembrano deserti, fondali pescati a strascico fino a distruggerli, microparticelle di plastica indigeribile che avvelenano uccelli e tartarughe, barriere coralline sbiancate, popolazioni di plankton alla base di tutta la vita negli oceani che scompaiono. È previsto che l’acidificazione degli oceani raddoppierà entro il 2050. L’acidificazione degli oceani triplicherà entro il 2100. La morte dei mari è inevitabile. Dell’acqua dolce dirò soltanto che lo svuotamento degli acquiferi è in corso, che il fracking minaccia le falde acquifere e che le guerre per il controllo dell’acqua scoppieranno nei prossimi anni.

Acqua, ti saluto e ti do il benvenuto.

La Terra stessa è esausta, la degradazione del suolo è endemica, sversato con i suoi fertilizzanti all’azoto nei nostri mari già avvelenati. La Terra è fragile, ci vogliono cent’anni per produrre un centimetro di suolo. Il suolo coltivabile è una risorsa limitata e si sta erodendo rapidamente. L’inquinamento industriale ha distrutto il 20% della terra coltivabile in Cina, e non sono sicuro che voi, o io, siamo capaci di afferrare fino in fondo quanta terra questo significa. Globalmente, il 38% della terra coltivabile è ora classificata come degradata. La popolazione umana continua a crescere, mentre la nostra capacità di nutrirla, le nostre infrastrutture iniziano a cedere. Le popolazioni di insetti presto non saranno più in grado di impollinare le coltivazioni. Non si tratta soltanto delle api; con il cambiamento climatico animali e insetti nascono fuori sincronia con le loro fonti di nutrimento. Come ho già detto in passato, la ruota dell’anno è stata rotta.

Terra, ti saluto e ti do il benvenuto.

L’aria e il fuoco sono forse quello che dovrebbe preoccuparci di più. Pensavamo di avere più tempo, che il cambiamento climatico per opera dell’uomo sarebbe stato superato. Non è stato così, e non lo sarà, perché l’interesse dei governi e delle corporations è uno e uno soltanto, ovvero la crescita infinita. Questo è il punto in cui dovreste sentire il nodo di paura nel vostro stomaco. Le emissioni di CO2 che stanno seminando il caos adesso sono il risultato di quello che abbiamo bruciato quarant’anni fa. Da allora abbiamo preso parte a un’orgia di consumo e rifiuto dell’evidenza. Non c’è alcuna soluzione tecnologica nell’Antropocene, l’era del cambiamento climatico causato dall’uomo. Nulla è stato fatto.

Quello che la scienza ufficiale non vi dice è che l’impatto che stiamo avendo sta creando dei feedback loop che si rinforzano a vicenda. Essenzialmente, si concentrano su un singolo pezzo di domino quando ne abbiamo un’itera serie che barcolla e cade. Il metano rilasciato dalla tundra artica che si scongela è particolarmente preoccupante. Siamo di fronte a una NTE, Near Term Extinction. La ragione per cui non sapete tutto questo è spiegata in un saggio di Guy McPherson:

La scienza ufficiale minimizza il messaggio a ogni occasione. Come sappiamo da anni, gli scienziati sottostimano pressoché invariabilmente l’impatto climatico. E in alcuni casi gli scienziati sono aggressivamente messi a tacere dai loro governi. Non sto implicando una cospirazione tra gli scienziati. La scienza seleziona secondo un principio conservatore. L’accademia seleziona secondo un principio estremamente conservatore. Queste persone rifuggono il rischio di attirare attenzione indesiderata su di sé evidenziando che ci potrebbe essere un rischio per la civiltà. Chi se ne importa della minaccia a breve termine per la nostra intera specie (non gliene importa nulla delle altre specie).

Probabilmente sapete che l’attuale approccio ufficiale dell’IPCC (International Panel on Climate Change) è di limitarci a 2 gradi di aumento di temperatura. L’Hadley Centre for Meteorological Research (2009) ha predetto: +4°C entro il 2060 e l’Environment Programme delle Nazioni Unite (2010) fino a: +5 °C entro il 2050. Chiaramente, ci stanno mentendo. Chiaramente, c’è qualcosa di molto sbagliato.

Aria e Fuoco, vi saluto e vi do il benvenuto.

Le stime per il tempo che questo processo impiegherà, il processo dell’estinzione, spaziano tra i cinquanta e i trecento anni. Quello che questi numeri non vi dicono è lo stravolgimento e la sofferenza che ha luogo durante il collasso dei nostri sistemi viventi. Non vi dicono nemmeno che con il collasso della civiltà i nostri reattori nucleari entrano in fase critica e rendono ogni forma di vita impossibile su questo pianeta per 100 milioni di anni. Non c’è alcuna magia capace di risolvere tutto questo; la stregoneria, come ho scritto, vola sulle ali della tempesta, non può cambiare gli elementi fisici che abbiamo imposto nel nostro sistema climatico. La stregoneria deve mantenere fisso lo sguardo su questo futuro. La stregoneria deve essere il primo movimento abbastanza coraggioso da accettare l’Antropocene e opporre l’ultima resistenza. Anche se la civiltà industriale finisse oggi, non saremmo in grado di prevenire queste conseguenze.

Alcuni avranno paura di questo sapere, la stregoneria invece dovrebbe esserne liberata, liberata dalla preoccupazione insignificante di inseguire vite piene di bellezza, liberata dal sonnambulismo che ci conduce nella morte che la nostra cultura ha predisposto per noi e i nostri figli. Allora, il mio consiglio è: confrontate la morte. Affinché la stregoneria sia qualcosa di diverso dal vuoto escapismo di persone socialmente disfunzionali ha bisogno di sentire la forma del proprio teschio, venerare i morti e l’arte sacra di vivere e morire con significato. Siamo tutti sul cammino feroce, adesso.

Confrontate la morte, non fingendo che abbiate stretto un patto con delle antiche divinità vampiriche inventate per voi da qualche fantasiosa strega oscura. Confrontate la morte, non fingendo che un bellissimo rituale di Beltane e un cielo azzurro significhino che tutto resterà lo stesso. Confrontate la morte, non praticando la magia di contadini ed erboristi nel vostro seminterrato cittadino credendo che questo vi renda più autentici di qualsiasi praticante della Wicca. Dobbiamo smetterla di trasformare coloro che ci sono più prossimi nei nostri peggiori nemici, i giochi sono cambiati. Non è nel mio interesse dire alle persone come praticare la loro stregoneria, un termine che copre una moltitudine di peccati, ma quello che posso offrirvi sono i principi che la faranno funzionare in queste circostanze difficili. I lettori di Apocalyptic Witchcraft riconosceranno queste idee: orientamento, presenza, imperativo. Noi non stiamo semplicemente perdendo tutto, ce lo stanno strappando via, così come fecero gli inquisitori alle streghe nella camera delle torture. I nostri nemici non sono le nostre sorelle e fratelli nella pratica, sono individui e corporations con nomi e cognomi e i loro governi che ci stanno strappando via la nostra viva carne. La stregoneria non ha mai avuto niente a che fare con il poregere l’altra guancia a questo; la strega è stata creata dalla Terra per agire per conto di essa.

Se preferite rassicurazioni potete chiedere ai New Age del prodotto del loro risveglio globale o credere al greenwashing dei venture capitalist che cercheranno di incassare sulla morte della biosfera con piani ugualmente implausibili e fix tecnologici vaporwave. I governi e gli scienziati continueranno a mentirvi per prevenire il panico che disturba il consumo usuale; tuttavia, le crepe nella narrativa ufficiale stanno iniziando ad apparire. I più sceglieranno di continuare a iniettarsi quello che Dmitry Orlov chiama «oppio» dai fantocci che strillano nella TV. Tuttavia, predico che la prossima generazione sarà più arrabbiata e la loro stregoneria più radicale di quello che voi o io potremmo mai sognare. Non avranno nulla da perdere, diversamente da questa generazione che sembra soltanto preoccupata delle proprie pensioni, non del fatto che ci sono costate l’intera Terra.

È necessario officiare rituali di morte in una cultura che finge che la morte possa essere ingannata comprando l’ultimo gadget o attaccandoci a sacche di plasma e sangue giovane. Queste risposte tecnologiche non tengono conto dell’ambiente nel suo complesso, che non controlliamo. Ora, l’ambiente desidera compensare il bilancio delle morti e lo sta facendo con tempeste e incendi e tornado e inondazioni e siccità, indipendentemente da quello che sentite nelle vostre cuffie o da quanto è alto il cancello della vostra proprietà. Accolgo questa tempesta.

Ho raccontato a un amico di una volta in cui uno spirito venne a noi e scoppiò a piangere. Voleva sapere se il mondo degli spiriti era cosciente e reattivo a tutto questo. Per noi, lo sono. I nostri alleati nella natura selvaggia stanno opponendo l’ultima resistenza e noi dobbiamo resistere con loro. Siamo radicati in questo altro mondo e deve parlare attraverso di noi.

L’estinzione è una realizzazione difficile. Dopo aver superato il rifiuto, avrete bisogno di piangere per poter offrire il lamento sacro. I cinque step del processo di elaborazione del lutto sono ben noti; come delineato dalla psichiatra Kübler-Ross, sono la negazione, la rabbia, la contrattazione, la depressione e infine l’accettazione. Ciascuno si troverà in un qualche punto di questa scala.

Gli ambientalisti americani ora parlano del fatto che ci troviamo in un ospizio, ovvero che stiamo facendo una transizione verso la morte in un luogo calmo e accogliente. La stregoneria è più attiva di così; stiamo officiando i riti per coloro che la società disprezza. Se siete coinvolti nella stregoneria suggerisco che lavoriate sul lamento, sui vostri riti di morte e sulla vostra escatologia, e sul vostro corpo spirituale. Vi sono esempi da emulare tra coloro che hanno la sensibilità di raccogliere gli animali investiti dall’asfalto per seppellirli o rianimarli, che si prendono cura delle tombe del loro cimitero locale trascurato, che accendono candele per i loro antenati. Dovremmo anche essere capaci di offrire supporto spirituale a coloro che sono piegati sulla ruota della vita moderna, e per i quali l’autolesionismo e gli SSRI non possono attutire il dolore. La nostra relazione con il mondo vivente degli spiriti significa che dovremmo anche offrire supporto a coloro che si impegnano attivamente a distruggere la civiltà industriale con azioni dirette contro le sue infrastrutture. Queste persone non sono terroristi, sono la coscienza del corpo del mondo. Dobbiamo difendere ciò che resta. Come praticanti dobbiamo anche iniziare a trasferire la nostra appartenenza all’altro mondo, perché, se ci dovrà essere qualsiasi sopravvivenza, la troveremo là. Questo non significa che rifuggiamo le nostre responsabilità nel mondo così com’è.

Con il collasso climatico e il fallimento delle infrastrutture (in quella che è un’irregolare, ma non lenta, discesa), un passaggio alla dimensione locale e un distacco dalle strutture di potere sono passi necessari. «Trova le altre» è diventato un imperativo. La nostra escatologia personale, l’inevitabilità delle nostre morti fisiche, si gioca ora su una scala planetaria. Formate le vostre congreghe e i vostri gruppi di lavoro, perché non c’è più tempo da perdere. Fate che le vostre azioni rituali contino. Siate presenti in ogni azione e ogni scambio. Amatevi l’un l’altra.

La stregoneria non è mai stata passiva di fronte al potere. La nostra stregoneria non sarà messa a tacere in un momento come questo, non sarà civile. La stregoneria non può ritirarsi nella natura selvaggia, perché non c’è più alcuna natura selvaggia esteriore che resta; al contrario, dobbiamo esteriorizzare la nostra selvatichezza interiore, dobbiamo risvegliare l’animale nei nostri corpi. Questa è la stregoneria come contagio, come fiamma vivente. Noi streghe dobbiamo, seppur riluttanti, restituire la maledizione che è stata lanciata su tutte noi.

I nostri anziani ci hanno deluse, non ci hanno offerto guida, non ci hanno offerto consiglio, sono rimasti silenziosi e accondiscendenti di fronte al potere. Non hanno detto nulla del fracking, del collasso climatico, della crisi dell’estinzione e hanno fatto ancor meno. I vecchi hanno, per la maggior parte, tradito i giovani. Questo è tanto vero per la stregoneria quanto per la cultura in generale. È dunque nostro compito, come individui, attenerci all’unica sorgente di iniziazione, lo spirito vivente, e attraverso di esso incarnare la nuova stregoneria. Dobbiamo diventare una stregoneria con un rinnovato senso di significato e di scopo, di responsabilità verso la Terra che è in crisi, oppure saremo semplicemente consumatori del pianeta che ben presto ci divorerà tutti.

Coloro che non sentono l’imperativo di agire sulla base di queste informazioni dimostrano che non sono orientati. Disconnessi dalla Terra e dai suoi abitanti, la loro magia è un costrutto cerebrale e, non essendo incarnata, è priva di significato. La stregoneria è profondamente animista, e ciò significa che abbiamo delle responsabilità da rispettare. Non c’è alcuna gerarchia di azioni, nessuna prova di purezza per come i praticanti debbano usare questo sapere, ognuno troverà la propria risposta innata che è prodotta dalle proprie circostanze e dai bisogni della propria comunità di spiriti.

Ma, in conclusione, ho una sorta di risposta. Siamo un culto estatico e il nostro rituale di estasi è il sabbat. Tutta la carne è una sola carne nel sabbat. Noi siamo questa specie. Prendiamo parte a questa bellissima danza erotica di oscenità e, sì, di orrore. Togliti i tuoi vestiti, stregoneria, le tue facce umane, e ritrova le tue pelli. Divora l’intimità dei tuoi altri corpi, invitali dentro di te mentre ti possiedono. Il nostro vino si trova in questa coppa sanguinante, estratta dai nostri stessi cuori palpitanti sotto i colpi dei nostri passi.

Peter Grey scrittore e cofondatore di Scarlet Imprint. È autore di The Red Goddess (2007), Apocalyptic Witchcraft (2013) e Lucifer: Princeps (2015), uno studio sulle origini della figura di Lucifero la cui seconda parte, Lucifer: Praxis, è ancora in corso di stesura.