Elettronica Hi-Tech Mixtape

L’uscita del libro «Elettronica Hi-Tech. Introduzione alla musica del futuro» è l’occasione per un sano ripasso di sonorità HD post-2011, da Oneohtrix Point Never a M.E.S.H., da Lorenzo Senni a Sophie

Software potentissimi che sviluppano sonorità aliene; sistemi operativi che campionano i suoni dell’attività online; gli swoosh rubati a Skype e poi campionati fino a cancellarne il senso originario; l’utopico Magenta di Google, che mira a far comporre opere in maniera autonoma alle AI; sistemi algoritmici ispirati a Blockchain che generano interi album. Questa è la musica che da qualche anno ha smesso di pensare al passato per volgere finalmente lo sguardo al futuro, tanto da spingere il critico Adam Harper a coniare l’espressione «Estetica hi-tech».

Naturalmente, un movimento del genere si posiziona in un contesto culturale caratterizzato da un forte contrasto con quell’attitudine retromaniaca e nostalgica propria dei primi anni del nuovo millennio. Gli anni Zero si sono connotati come l’epoca in cui la nostalgia ha prevalso su qualsiasi altro sentimento, soprattutto grazie al contributo offerto da internet, il quale dava la possibilità di avere a portata di click l’intero passato culturale. Chiaramente, ciò ha finito per lasciare spazio soprattutto a un’inarrestabile riscoperta delle radici, quasi totalmente incentrata sull’autenticità, con la conseguenza di mettere da parte il «nuovo». Il celebre testo di Simon Reynolds, Retromania, ha mostrato in maniera esemplare i fondamenti teorici di questo fenomeno, dal quale sembrava impossibile uscire; ciò nonostante, poco tempo dopo uscì Far Side Virtual, disco di James Ferraro che fece da apripista al movimento vaporwave – incentrato, tra le altre cose, proprio sulla delusione per la mancata realizzazione delle utopie tecnologiche nate negli anni Novanta – e all’elettronica hi-tech.

La copertina di Elettronica Hi-Tech. Introduzione alla musica del futuro (Arcana, 2019)

Nel libro Elettronica Hi-Tech, Introduzione alla musica del futuro racconto le origini di questo non-genere, la sua storia, densa di implicazioni filosofiche, politiche e sociali, e quella dei suoi protagonisti, sino ad arrivare a oggi, avvalendomi dei contribuiti di Valerio Mattioli, Manlio Perugini, Adam Harper, Demented Burrocacao, Keith Rankin e Leyland Kirby. In questo mixtape che ho compilato per Not (e che trovate di seguito) ho selezionato alcuni tra i momenti per me più significativi di questo movimento, per dare un’idea di che cosa sia l’elettronica hi-tech e invogliarvi a leggere il libro. Buon ascolto!

Tracklist:
Laserdisc Visions – «Mind Access»
Visible Cloaks – «Screen»
umru – «popular»
Danny L Harle – «In My Dreams»
Lexxi & Elysia Crampton – «Esposas 2013 (No Drums)»
Autechre – «IV VV IV VV VIII»
ESC 不在 – «Aurora3D»
James Ferraro – «hedonic prison»
Novelist – «Seraphim»
Chuck Person – «B4»
Dasychira – «Æon»
AGF – «Capitalism Crashed (Karl Marx RMX)»
Qebrus & Qebo – «Egnamis»
Kai Whiston – «Pushchair»
Eaves – «Exegesis»
Visionist – «New Obsession»
Oneohtrix Point Never – «Mutant Standard»
HDMIRROR – «METAL150»
Lotic – «Suspension»
Sophie – «Not Okay»
Fire-Toolz – «✓ iNTERBEiNG»
Cypher Sanctuary – «Lair»
M.E.S.H. – «Kritikal Thirst»
Jam City – «Her»
Giant Claw – «Soft Channel 007»
Lorenzo Senni – «Forever Headline»
Brood Ma – «Goldman Sax»
HKE – «Zero»
Brood Ma – «Hard Wear»
Nick James Scavo – «Airbnb Sutras»
HKE – «Hand in Throat»
Kuedo – «Vectoral»
Lanark Artefax – «Flickering Debris»

Riccardo Papacci è nato nel 1987, è laureato in filosofia e vive a Roma. Ha collaborato con Noisey. Il suo Elettronica Hi-Tech – Introduzione alla musica del futuro è uscito per Arcana nel 2019.